Economia & Lavoro Approfondimento Pilota III Commissione (Economia, Industria, Commercio)

Crisi Automotive e Transizione Industriale

Analisi della crisi strutturale del settore automotive piemontese: produzione in calo, impatto Stellantis, transizione industriale e politiche regionali di sostegno

Ultimo aggiornamento: 2026-02-18
Fatturato settore
19,9 Mld €
↓ -5,6%
Occupati diretti
59.600
→ ma con CIG
Produzione 2024
-42,8%
↓ vs 2023
Fondo Formazione
20 Mln €
↑ raddoppiato

Contesto: il settore automotive piemontese in numeri

Il Piemonte rappresenta il cuore storico dell’industria automobilistica italiana. Con un fatturato complessivo di 19,9 miliardi di euro e circa 59.600 occupati diretti nella filiera, il settore automotive costituisce una componente strategica dell’economia regionale. Tuttavia, il 2024 ha segnato un punto di svolta drammatico: la produzione di autovetture in Italia e calata del 42,8% rispetto al 2023, con lo stabilimento di Mirafiori particolarmente colpito dalla contrazione produttiva.

La crisi non e congiunturale ma strutturale: la transizione verso l’elettrico, la riorganizzazione globale delle catene di fornitura post-pandemia e le scelte strategiche di Stellantis stanno ridisegnando il panorama industriale torinese e piemontese. Secondo i dati ANFIA, nel 2024 in Italia sono state prodotte appena 310.000 autovetture, un volume che riporta il Paese ai livelli degli anni Cinquanta e che e ben lontano dal milione di unita che gli stabilimenti italiani potrebbero potenzialmente produrre.

IndicatoreValoreVariazione
Fatturato filiera piemontese19,9 Mld euro-5,6% su base annua
Occupati diretti59.600Stabili ma con ricorso massiccio alla CIG
Produzione autovetture Italia 2024310.000 unita-42,8% vs 2023
Ore CIG autorizzate (Piemonte)38,2 milioni+22% vs 2023
Imprese componentistica attive~850In consolidamento

La crisi Stellantis e l’impatto su Mirafiori

Lo stabilimento di Mirafiori, simbolo storico dell’industria italiana, sta attraversando la fase piu difficile della sua storia recente. La fusione tra FCA e PSA che ha dato vita a Stellantis nel gennaio 2021 ha portato a una progressiva razionalizzazione produttiva che ha penalizzato in modo significativo gli stabilimenti italiani, e Torino in particolare.

Nel corso del 2024, Mirafiori ha registrato lunghi periodi di fermo produttivo, con la Fiat 500 elettrica — unico modello assemblato nello stabilimento — che ha sofferto di vendite ben al di sotto delle aspettative. Le cause sono molteplici: il prezzo elevato del veicolo rispetto ai concorrenti cinesi, la scarsa diffusione delle infrastrutture di ricarica e una domanda europea per veicoli elettrici che ha rallentato rispetto alle previsioni.

L’impatto occupazionale e stato significativo. Migliaia di lavoratori sono stati posti in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS), con periodi prolungati di sospensione dal lavoro. La situazione ha generato forte preoccupazione tra i sindacati e le istituzioni locali, portando a numerose audizioni in III Commissione Consiliare e a ripetute richieste di intervento verso il Governo nazionale.

Le dimissioni dell’amministratore delegato Carlos Tavares a fine 2024 hanno aggiunto ulteriore incertezza sulle prospettive future del gruppo e, di riflesso, sugli stabilimenti piemontesi. La nuova governance di Stellantis non ha ancora chiarito in modo definitivo il piano industriale per l’Italia, alimentando un clima di forte preoccupazione nel territorio.

Fondo Formazione e Occupazione

La Regione Piemonte ha risposto alla crisi con il potenziamento del Fondo Formazione e Occupazione, portandolo a 20 milioni di euro — un raddoppio rispetto alla dotazione precedente di 10 milioni. Si tratta dello strumento principale di politica attiva del lavoro dedicato alla filiera automotive.

Il meccanismo di erogazione prevede un sistema integrato con INPS: i lavoratori in CIG possono accedere a percorsi di formazione e riqualificazione professionale finalizzati sia al reinserimento nel settore automotive (con competenze aggiornate su elettrificazione, digitalizzazione, nuovi materiali) sia alla riconversione verso settori affini.

La platea potenziale supera i 10.000 lavoratori, tra dipendenti diretti di Stellantis e lavoratori dell’indotto che risultano coinvolti da procedure di CIG o da contratti di solidarieta. I percorsi formativi sono erogati attraverso le agenzie formative accreditate dalla Regione, con il coordinamento dell’Agenzia Piemonte Lavoro.

Aspetto del FondoDettaglio
Dotazione complessiva20 Mln euro (raddoppiata)
Platea beneficiari potenzialioltre 10.000 lavoratori
Meccanismo erogazioneIntegrazione con INPS durante CIG
Aree formative prioritarieElettrificazione, digitale, robotica, AI
Ente coordinatoreAgenzia Piemonte Lavoro
Agenzie formative coinvolteRete regionale accreditata

Produzione ed export: i numeri della crisi

I dati ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) fotografano una situazione allarmante per la produzione nazionale. Le 310.000 autovetture prodotte in Italia nel 2024 rappresentano un crollo senza precedenti, che colloca il Paese ben al di sotto dei principali competitor europei come Germania, Spagna e Francia.

Il Piemonte, che storicamente ha concentrato una quota rilevante della produzione nazionale, ha subito un impatto proporzionalmente ancora piu pesante. L’export di componenti automotive dalla regione ha registrato una flessione del 5,6%, evidenziando come la crisi non riguardi solo l’assemblaggio finale ma l’intera catena del valore.

Le circa 850 imprese della componentistica piemontese — un tessuto di PMI altamente specializzate — si trovano in una situazione di estrema difficolta: la riduzione dei volumi produttivi di Stellantis le ha private del loro principale cliente, e la diversificazione verso altri costruttori (tedeschi, francesi, coreani) richiede tempo e investimenti significativi.

Politiche di transizione industriale

Di fronte alla crisi strutturale dell’automotive tradizionale, la Regione Piemonte e il territorio stanno investendo nella diversificazione industriale, puntando su settori ad alto valore aggiunto che possano assorbire competenze e manodopera dalla filiera auto.

Le principali direttrici di transizione includono:

  • Aerospace e difesa: il Piemonte ospita gia un polo aerospaziale di rilievo europeo (Leonardo, Thales Alenia Space, Avio Aero) con potenziale di crescita significativo
  • Robotica e automazione avanzata: il distretto della robotica, con epicentro tra Torino e il Canavese, rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale
  • Intelligenza Artificiale: Torino si sta posizionando come hub italiano per l’AI, con investimenti pubblici e privati in crescita
  • Idrogeno e mobilita sostenibile: la regione partecipa a progetti pilota sulla mobilita a idrogeno, in sinergia con le competenze automotive esistenti

Il ruolo del Politecnico di Torino (PoliTO) e centrale in questa transizione: attraverso l’incubatore I3P — tra i principali in Europa — e i programmi di ricerca applicata, l’ateneo funge da ponte tra ricerca e industria. Il progetto NODES (Nord Ovest Digitale e Sostenibile), finanziato nell’ambito del PNRR, stanzia risorse significative per l’innovazione e il trasferimento tecnologico nel territorio piemontese.

Criticita strutturali

L’analisi della crisi automotive piemontese evidenzia alcune criticita di fondo che richiedono interventi di lungo periodo:

  1. Dipendenza da Stellantis: circa l’80% della componentistica piemontese dipende, direttamente o indirettamente, dalle commesse Stellantis. Questa concentrazione rende l’intero sistema estremamente vulnerabile alle decisioni strategiche di un singolo gruppo industriale.

  2. Competizione internazionale: l’ingresso aggressivo dei produttori cinesi (BYD, MG, NIO) nel mercato europeo, con veicoli elettrici a prezzi significativamente inferiori, sta erodendo le quote di mercato dei costruttori europei e, di riflesso, della componentistica piemontese.

  3. Ritardo infrastrutture di ricarica: il Piemonte registra un ritardo significativo nell’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, soprattutto nelle aree extraurbane e montane. Questo frena la domanda di veicoli elettrici e, indirettamente, la produzione.

  4. Costo dell’energia: le imprese della filiera automotive piemontese pagano l’energia elettrica a un costo superiore del 30-40% rispetto ai concorrenti francesi e spagnoli, penalizzando la competitivita dei processi produttivi.

  5. Formazione e competenze: la transizione verso l’elettrico e il digitale richiede competenze nuove (batterie, software, sistemi ADAS) che il sistema formativo regionale sta faticando a produrre con la rapidita necessaria.

Atti consiliari rilevanti 2024-2025

L’attivita del Consiglio Regionale del Piemonte sulla crisi automotive e stata intensa nel biennio 2024-2025. I principali atti e iniziative includono:

Tipo di attoOggettoPeriodo
Audizione III CommissioneVertici Stellantis Italia su piano industriale MirafioriMarzo 2024
MozioneRichiesta convocazione tavolo nazionale automotiveMaggio 2024
InterrogazioneStato avanzamento Fondo Formazione e OccupazioneLuglio 2024
Audizione III CommissioneSindacati metalmeccanici su CIG e occupazioneSettembre 2024
Ordine del GiornoImpegno Giunta su diversificazione industrialeNovembre 2024
InterrogazioneInfrastrutture ricarica veicoli elettrici in PiemonteGennaio 2025
Audizione III CommissioneANFIA su dati produzione 2024 e prospettive 2025Febbraio 2025
MozioneSostegno PMI componentistica per diversificazione clientiFebbraio 2025

La III Commissione (Economia, Industria, Commercio) ha dedicato alla crisi automotive numerose sedute, confermando la centralita del tema nell’agenda politica regionale. Il dibattito si e concentrato sulla necessita di bilanciare gli interventi di emergenza (sostegno al reddito, CIG) con politiche strutturali di lungo periodo per la riconversione industriale del territorio.

L’opposizione ha piu volte contestato l’insufficienza delle risorse stanziate dalla Regione, chiedendo un impegno finanziario piu consistente e una maggiore pressione sul Governo nazionale affinche Stellantis mantenga gli impegni occupazionali assunti al momento della fusione.